STELLA COMETA

La tradizione della Stella cometa nelle feste natalizie. NataleAuguri.com






Sin dai primordi dell'umanità la luce è stata considerata una manifestazione del sacro e del divino. L'idea che un "segnale" luminoso accompagni un evento miracoloso è la più elementare conseguenza di tale idea. Si è più volte tentato, da parte degli astronomi, di scoprire se una cometa si fosse manifestata negli anni in cui è presumibilmente nato Gesù di Nazareth ed è stata anche avanzata l'ipotesi dell'esplosione di un corpo celeste.

IL RITO DELLA STELLA DEL BRESCIANO

La Stella Cometa è il tema principale di un antico rito che si svolgeva in alcune zone montane della Lombardia, che purtroppo sta cadendo in disuso.
Secondo una tradizione agricola che è diffusa in tutto l'arco alpino della provincia di Brescia, l'Epifania è celebrata con il rito della "Stella".
Questa tradizione è ancora in uso in molti centri, in una zona delle valli bresciane, compresa tra la bassa Val Trompia e il lago di Garda, e in particolare riguarda alcuni centri della Valvestino, come Magasa, Vico di Campovalle, e intorno al lago d'Idro, come Lemprato, Idro, Brozzo, Crone, Treviso Bresciano. Il canto della Stella viene eseguito a tarda sera da un coro maschile, composto di giovani e adulti, ma non da bambini, eventualmente con accompagnamento musicale, in alcuni paesi si usa la fisarmonica, o chitarra e mandolino, due violini, o due chitarre, o anche clarinetto contrabbasso e mandolino.
Un componente del coro è incaricato di reggere un'asta, alla cui sommità è fissata una struttura a forma di stella a quattro o cinque punte, che è ricoperta di carta. La stella di carta è illuminata all'interno, un tempo mediante una candela, oggi con una lampadina collegata ad una batteria, e viene messa in movimento e fatta girare tramite una cordicella. Da qui prende il nome la caratteristica manifestazione. A Lemprato è tradizione che la stella contenga anche un presepio di carta ritagliata.
Alcuni dei cantori, oppure altre persone che li seguono, portano dei cestini dove saranno raccolti i doni.
Solamente in un paese, a Lavenone, un piccolo comune con circa 600 abitanti, tre dei cantori erano abbigliati da re Magi, con corone di cartone e mantelli, e uno con la faccia tinta di nero.
Il coro esegue una strofa del canto, detta "Punto", davanti ad ogni casa, ma a Treviso Bresciano la "Stella" viene cantata interamente ad ogni crocevia del piccolo centro.


Il gruppo gira fino a tarda sera per le vie del paese eseguendo il canto della "Stella", ricevendo, in cambio della prestazione, regali in natura, come formaggio, farina gialla, vino oppure denaro, che viene usato per una cena collettiva.
In tutti i paesi però manca una qualsiasi richiesta esplicita di doni, così come mancano formule di imprecazione all'indirizzo di chi non ha dato nulla, tipico di molti canti di questua. La raccolta è comunque abbastanza sostanziosa e questo potrebbe rappresentare uno dei motivi della conservazione di questa cerimonia.
I doni ricevuti in cibarie servono per una cena comune, la sera dell'Epifania, in cui il piatto tipico è solitamente costituito dalla polenta taragna, e cioè mescolata con molto formaggio.
La metà dei proventi ricevuti in denaro è generalmente consegnata al parroco del paese per scopi benefici. Questo è praticamente l'unico legame tra la cerimonia della Stella e l'autorità ecclesiastica locale.
La Stella viene cantata anche nei paesi vicini che non possiedono una propria tradizione di canto. Magasa è un piccolo centro con 189 abitanti nell'ultimo censimento del 2001, posto a 970 metri di altitudine, e i suoi cantori raggiungono anche Mandria, Armo, Moerna e Turano, mentre un tempo quelli di Anfo si recavano a Bagolino e a Ponte Caffaro. Questo avviene nelle sere tra Santo Stefano e la vigilia dell'Epifania. In quest'ultima sera la Stella viene eseguita nel paese stesso del coro.
I testi della Stella sono rappresentati in copie manoscritte, in possesso di privati, trascritte dalla tradizione orale e presentano delle diversità da paese a paese. I Re Magi parlano accennando al loro viaggio e all'adorazione del Bambin Gesù, descrivono l'arrivo a Betlemme sino alla strage degli innocenti.


I TESTI DELLA STELLA DEL BRESCIANO

Di seguito il testo della "Stella di Treviso Bresciano, di Magasa, di Crone e Temprato, di Lavenone.

"STELLA" DI TREVISO BRESCIANO

Noi siamo i tre Re
Venuti dall'Oriente
Ad adorar Gesù
Un Re superiore
Di tutti il maggiore
Di quanti ne al mondo
Ne furono giammai
Ne furono giammai

Lui fu che ci chiamò
Mandando la stella
Che ci condusse qui
Dov'è il Bambinello
Grazioso e bello
In braccio a Maria
Che l'è madre di Lui
Che l'è madre di Lui

Quell'oro che portiam
Soccorre a Maria
La vera povertà
Perciò le abbiam portato
L'incenso dorato
E mirra e oro
In dono al re Divin
In dono al re Divin

L'amabile Signor
Si merita dei doni
Assieme ai nostri cuor
Ci mostra di compassione
L'amaro boccone
L'amara bevanda
Che a noi ci offrirà
Che a noi ci offrirà

L'incenso l'odore
Che toglie il fetore
Di stalla immonda
In cui trovian Gesù
In cui trovian Gesù
Ma questa mirra poi
C'insegna un bel bambino
La vera umiltà

Ora noi ce andiam
Ai nostri paesi
Di cui venuti siam
Ma qui resta il cuore
In braccio al Signore
In braccio a Maria
E al Bambinel Gesù
E al Bambinel Gesù
E al Bambinel Gesù.


"STELLA" DI MAGASA

Noi siamo i tre re d'Oriente
Che abbiam visto la grande stella
Della qual porta novella
Ma del Signore
Della qual porta novella
Ma del Signore

Qual è nato il redentore
Redentor di tutto il mondo
Qual è nato nel profondo
Per il peccato
Qual è nato nel profondo
Per il peccato

Abbiamo molto cavalcato
Per seguire la grande stella
Dall'Oriente in questa terra
La notte e il giorno
Dall'Oriente in questa terra
La notte e il giorno

Siam venuti qui d'intorno
Se possiamo ritrovare
Che vogliano adorare
Quel gran Signore
Che vogliano adorare
Quel gran Signore

Ma non sol per farle onore
Vorrem fagli un bel dono
Oro mirra incenso in dono
Da presentare
Oro mirra incenso in dono
Da presentare

O novella o novellare
O novella o novellato
Gesù Cristo è stà mandato
Re dei Giudei
Gesù Cristo è stà mandato
Re dei Giudei

Orsù dunque fratelli miei
Che non è più temp' da stare
Se vogliamo seguitare
La nostra via
Se vogliamo seguitare
La nostra via

Da quel Santo e ver Messia
Gesù Cristo è carne pura
E noi siam la ventura
Per adorare
E noi siam la ventura
Per adorare

In carità donare
A ste poveri pellegrini
Che son fuori dei confini
Che han da venire
Che son fuori dei confini
Che han da venire

Portiam pur questa schiavina
Col bordone e con la tasca
Col cappello e con la fiasca
Ma nel cammino
Col cappello e con la fiasca
Ma nel cammino

Donateci un quattrino
Onde pur quel che volete
Ma non ci trattenete
A ragionare
Ma non ci trattenete
A ragionare

Che ci convien d'andare
Presso di un'osteria
Mostrateci la via
Ma per Betlemme
Mostrateci la via
Ma per Betlemme

Le nostre carni dona
Presso delle catene
Il giorno se ne va
E la notte viene
Il giorno se ne va
E la notte viene


"STELLA" DI CRONE E DI LEMPRATO

Nacque Dio nella capanna
Sta nel fieno ad appoggiare
Con quel freddo ad agghiacciare
Col suo babbo e la sua mamma
Nacque Dio nella capanna

Sta nel mezzo di una stalla
Con la Vergine Sua Madre
San Giuseppe poi Suo padre
Fu ornata da una grande sala
Sta nel mezzo di una stalla.

Così nudo e poverello
Non c'è culla da posare
Non c'è fuoco da scaldare
Fu coperto con un velo
Così nudo e poverello.

Nel presepio l'è mettuto
Tra il bue e l'asinello
Un Bambino tanto bello
L'è padron del mondo tutto
Nel presepio l'è mettuto.

Sono attivati i pastori
Che cantavano evviva
E col suono della piva
Rallegrano tutti i cuori
Sono attivati i pastori.

Poi in terra inginocchiati
Domandando a Lui perdono
E gli fecero un gran dono
E da Dio furono aiutati
Poi in terra inginocchiati.

Il gran Re di tutto il mondo
Son per farvelo vedere
Son per farvelo piacere
A quel popolo giocondo
Il gran Re di tutto il mondo.

I tre regi dell'Oriente
Sono venuti da lontano
Per adorare quel gran Sovrano
E con loro molta gente
I tre regi dell'Oriente.

E con umil riverenza
Adoriam Gesù Bambino
E facciamogli l'inchino
E da Dio in assistenza
E con umil riverenza.

L'angel viene ad avvisare
Da partirsi da quel sito
Per andare in Egitto
A trovare d'abitare
L'angel viene ad avvisare.

A passare da quei boschetti
Là di mezzo a quei confini
Gli comparvero gli assassini
Li volevano far freddi
A passare da quei boschetti.

A passare da quei confini
Quei carnefici soldati
Che pareva can arrabbiati
Ammazzar quei fanciullini
A passare da quei confini.

Re Erode fu crudele
Non conobbe il suo errore
Si sdegnò con gran fervore
Da un discepolo infedele
Re Erode fu crudele.

Quel ladrone sarà questo
Che in croce lo pregava
E Gesù gli perdonava
In un momento si funesto
Quel ladrone sarà questo.


"STELLA" DI LAVENONE

Noi siamo i tre Re
Venuti dall'oriente
Ad adorar Gesù

Ei fu che ci chiamò
Mandando la stella
Che ci condusse qui
Dov'è il Bambinello
Vezzoso e bello
In braccio a Maria
Che è Madre di Lui

Or noi se ne andiam
Ai nostri paesi
Da cui venuti siam.



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