LE PIANTE DEL NATALE

Secondo la tradizione popolare ogni albero e ogni fiore sono direttamente collegati a Dio, che li ha creati ed ha ascoltato le loro necessità. Ognuno di essi contiene un sigillo o un segno del Creatore.
Alcune piante sono strettamente legate alle festività natalizie, come ad esempio l'abete addobbato, il vischio portafortuna e la tradizionale stella di Natale. Quest'ultima costituise spesso un oggetto di regalo oppure è usata per abbellire la casa durante il periodo delle feste.





L'ALBERO DI NATALE

Un alberello di Natale anche piccolo, in miniatura, ci vuole in casa, magari ben decorato e con tante lucine. Darà ugualmente un'aria festosa all'ambiente.


L'ABETE, IL SIMBOLO DEL NATALE

Anche se l'abete decorato ha poco o nulla di cristiano, rappresenta uno dei maggiori simboli natalizi.
L'abete fa parte dei simboli di antiche feste pagane, il cui ricordo è comunque ancora fortemente presente nelle feste odierne. L'albero simboleggia probabilmente la vita che rinasce e la forza della Natura.
L'albero è la manifestazione del Natale moderno, specie se gigantesco, addobbato e posto al centro della piazza in una città. Convive benissimo, perché ormai è totalmente assimilato con la festa religiosa, infatti, davanti alla Basilica di San Pietro a Roma, ne viene eretto uno altissimo.
E' straordinaria anche la convivenza tra albero di Natale e Presepe realizzata dal Metropolitan Museum di New York, infatti su una bellissima collina è adagiato un artistico Presepe napoletano del Settecento e culmina con un elegantissimo albero di Natale.


UN ALBERO DELL'EDEN

Sono numerose le leggende secondo cui l'abete sia uno degli alberi del giardino dell'Eden.
Una di queste racconta che l'abete è l'Albero della Vita, le cui foglie si avvizzirono e divenendo aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì mai più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.
Un'altra leggenda invece racconta che Adamo portò con se un ramoscello dell'albero del bene e del male quando fu cacciato dall'Eden. Il ramoscello più tardi divenne un abete e fu usato per l'Albero di Natale.

COSA E' L'ABETE

L'abete è il nome comune di alcune conifere, che appartengono ai generi Abies e Picea. L'albero di Natale è l'abete rosso ed è chiamato con il nome botanico di Picea excelsa. E' diffuso in tutta l'Europa settentrionale e centrale e raggiunge altezze elevate, (anche 40-50 metri).
Ha la chioma conica e i rami sono disposti orizzontalmente. Le foglie sono aghi appuntiti di colore verde scuro disposti in modo da ricoprire interamente i rametti.
Le pigne sono dapprima erette e a maturità diventano pendenti. L'abete forma boschi sulle Alpi e sugli Appennini ed è una importante copertura vegetale sempreverde.
Il legname dell'abete è largamente usato in falegnameria, ma anche per imballaggi e nell'industria cartaria.





L'AGRIFOGLIO

Con l'agrifoglio si preparano numerose decorazioni natalizie per abbellire la casa in questo periodo dell'anno.
Con le sue belle foglie verdi e lucide, e le piccole bacche rosse che durano a lungo, si presta bene per essere impiegato ad addobbi di vario genere, per esempio si usa per preparare le ghirlandine augurali da appendere alle porte o da appoggiare sopra al camino, per decorazioni portacandele, per il centrotavola e così via.

COSA E' L'AGRIFOGLIO

L'agrifoglio appartiene alla famiglia delle Aquifoliacee ed è una bella pianta sempreverde, spesso spontanea, che può raggiungere anche notevoli altezze.
E' coltivato nei giardini anche per le siepi e deve il suo valore ornamentale soprattutto alle foglie pungenti e lucide, ondulate e dentate.
Produce delle piccole bacche rosse di lunga persistenza.





IL GINEPRO

Il ginepro è tra gli alberi considerati sacri. Una bella ghirlanda di ginepro da appendere sulla porta d'ingresso, ornata da pigne, noci dorate e nastri rossi, è una bella immagine che sottolinea il Natale.

PURIFICA E PROTEGGE

La leggenda narra che Maria, in fuga dai soldati di Erode, trovò rifugio e nascondiglio tra i rami di una pianta di ginepro, e che di quel legno, forse, era fatta la croce di Gesù.
Gli antichi asserivano che il ginepro avesse la capacità di tenere lontano i serpenti e ne curasse il morso. La tradizione cristiana ha interpretato questa presunta capacità come un potere di purificazione dai peccati.

COSA E' IL GINEPRO

Il ginepro, Juniperus, appartiene al genere delle Cupressacee, con una sessantina di specie di alberi o arbusti che crescono sopratutto nell'emisfero Nord.
In Italia sono presenti diverse specie di ginepri e la più comune ha il nome botanico di Juniperus communis.
E' un arbusto o un piccolo albero con foglie pungenti, che cresce nei boschi e nei pascoli fino a 1500 metri di quota. Il suo legno è impiegato sopratutto per fare bastoni.
Le bacche, che sono chiamate galbuli, sono usate sia in cucina come aroma, sia per ricavare un'essenza usata come diuretico.
Dalle bacche si ricava anche un'acquavite, il gin.





ROSA DI NATALE

La rosa di Natale, conosciuta con il nome botanico di Elleboro, ha dei bellissimi fiori bianchi che rallegrano l'Inverno.
Sboccia in dicembre, sotto il manto nevoso, accontentandosi dei pochi raggi di sole che illuminano i boschi. Raggiunge il massimo della fioritura proprio nei giorni di Natale e gli ultimi fioriscono in Quaresima.
Per questa ragione si sono ispirate alla rosa di Natale numerose leggende cristiane, quasi tutte nordiche.

LE LEGGENDE DELLA ROSA DI NATALE

Si narra che mentre i Re Magi offrivano i loro preziosi doni nella stalla di Betlemme, una pastorella se ne stava piangente in disparte, addolorata per non avere neppure un fiore da offrire al Bambino. Così un angelo, che a quella vista si impietosì, mostrò alla piccola dei fiori candidi che erano appena sbocciati sotto la neve. Da allora questi fiori vennero chiamati anche Rose di Natale.
Un'altra leggenda tedesca, originaria di un villaggio dell'Alsazia, racconta che la piccola rosa senza spine fiorì improvvisamente nel momento in cui nacque Gesù Bambino.

UNA PIANTA ANTICA

La rosa di Natale in alcuni paesi viene chiamata anche Fiore di Sant'Agnese per il suo candore.
E' una pianta nota fin dai tempi più antichi. Dalla metà dell'800 fino ai primi decenni del 1900 ha costituito uno degli ornamenti principali dei giardini d'inverno, non solo nei Paesi nordici, ma anche in Italia.
In Inghilterra e in Germania viene ancora coltivata nei giardini, non più però come pianta da interni e non in tutte le numerose varietà che esistevano all'inizio del secolo.
Aveva tanto successo anche perché è di facile coltura, oltre che ha dei fiori molto belli, con foglie eleganti e durevoli.

COSA E' LA ROSA DI NATALE

La rosa di Natale, Helleborus, appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee e ne esistono una trentina di specie. E' originaria del Caucaso e dell'Asia Minore.
In Europa cresce sulle Alpi calcaree, sugli Appennini della Serbia e dei Carpazi e si trova nelle zone boschive delle Alpi, dalla Carnia fino al Piemonte, sull'Appennino ligure, e anche l'Appennino centrale e meridionale.
Una varietà, l'Helleboro argutifolius, cresce spontanea anche in Corsica, ed è notevole per la grandezza dei suoi fiori ma anche per il colore particolare dei fiori che sono verde mela.
Tra le numerose varietà di rosa di Natale la più nota specie italiana è l'Helleborus niger, che prende il nome dal colore del rizoma, ed è certamente la specie più conosciuta e apprezzata. La pianta ha le foglie coriacee, di colore verde scuro, porta pochi fiori, molto grandi e leggermente ripiegati, sono bianchi e in un secondo tempo tendono a diventare di color porporina. Ha una fioritura assai precoce che va da dicembre a marzo secondo la zona.
Alcune varietà si prestano bene ad essere coltivate, non solo nei giardini ma anche in vaso, nelle fioriere e nei contenitori sul terrazzo, purché sistemata in un luogo riparato dal pieno sole, quindi è una pianta ideale per ornare balconi, finestre e cortili. Tutte le specie si propagano facilmente da sole, i semi cadono e germinano in autunno e la primavera seguente si possono ripicchettare in vaso o mettere a dimora.
I fiori si prestano ottimamente ad essere recisi e messi in vaso e in acqua si mantengono freschi per lungo tempo.
Sono particolarmente indicati per la realizzazione di centrotavola natalizi.





LA STELLA ALPINA

La stella alpina, nota anche come Edelweiss, è una bella pianta ornamentale che viene coltivata nei giardini rocciosi, e in alcune zone è considerata una pianta protetta.

LA LEGGENDA DELLA STELLA ALPINA

La leggenda vuole che il compito della stella cometa era quello di indicare ai Re Magi la grotta di Betlemme. Una volta portato a termine il suo compito, un angelo le domandò se desiderava ritornare in Cielo oppure restare sulla Terra. La stella cometa scelse di restare sulla Terra e siccome era rimasta incantata dalla bellezza delle Alpi, si posò su una roccia, e così l'angelo la trasformò nella stella alpina.

COSA E' LA STELLA ALPINA

La stella alpina è il nome comune di Leontopodium, una pianta della famiglia delle Asteracee. E' una pianta che viene da lontano, perché si ritiene che sia giunta sui monti dell'Europa durante, o subito dopo, le glaciazioni, migrando lungo la pianura steppica a Sud della Siberia dove sono presenti altre specie di stella alpina.
In Italia cresce sulle Alpi, sull'Appennino ligure, sull'Appennino centrale, nel Trentino-Alto Adige e in Valle d'Aosta. In queste ultime due regioni la stella alpina è una pianta protetta. Cresce inoltre sui Pirenei, sui Carpazi e sull'Himalaya, inoltre viene coltivata nei giardini.





LA STELLA DI NATALE

La stella di Natale è una bella pianta con le foglie verdi e, quelle centrali, chiamate bratte, colorate di rosso.

LE LEGGENDE DELLA STELLA DI NATALE

La famosa "Stella di Natale", che si lega agli allestimenti tipici natalizi, sarebbe nata dal regalo di un bambino.
Narra la leggenda che la sera del 24 dicembre di un anno dimenticato dalla storia, un bambino molto povero entrò in una chiesa per offrire un dono a Gesù nel giorno della sua nascita. Triste e vergognoso per il suo poco degno mazzo di frasche, il bambino perse una lacrima fra quei ramoscelli e, per miracolo, si trasformarono nel fiore più rosso e più bello che i suoi occhi avessero mai visto.
Un'altra leggenda parla invece di una bambina, di nome Ines, anche lei povera. La sera della vigilia di Natale voleva portare un fiore a Gesù Bambino ma non aveva i soldi per acquistarlo. Girò per la strada non sapendo cosa fare, poi decise di raccogliere dei rametti da un cespuglio visto per caso tra i ruderi della chiesa. Dopo averli raccolti in un mazzetto pensò di abbellirlo con l'unica cosa che possedeva, il nastro rosso della sua treccia. Arrivò alla chiesa che ormai era buio, titubante al pensiero di non trovarci più nessuno, ma una volta davanti a Gesù Bambino depose il suo mazzolino e, subito dopo averlo messo vicino alla statua, sentì delle voci. Alcune persone erano incuriosite e sorprese dal bellissimo fiore della bambina e le chiesero dove l'avesse trovato. La bambina, incredula, si voltò verso il suo mazzolino di rametti e vide che le foglie verdi si erano colorate di rosso e le bacche al centro avevano preso la forma di un cuore. La bambina tornò a casa felice pensando che a Gesù fosse piaciuto il suo dono, perché lo aveva trasformato nel fiore più bello del paese: la stella di Natale.

COSA E' LA STELLA DI NATALE

E' una pianta che appartiene al genere delle euforbiacee, una grande famiglia con numerosi generi, circa 300, e 8-10 mila specie che crescono nelle regioni con clima caldo-temperato.
La stella di Natale prende il nome botanico di Euphorbia splendens, e ha grandi bratte colorate in rosso (esiste anche una varietà in giallo) che somigliano a un fiore. I fiori, invece, sono assolutamente insignificanti dal punto di veista estetico.
E' originaria del Messico dove cresce nei campi e nei giardini, mentre era sconosciuta in America del Nord e in Europa. Fu portata in Carolina da Joel Robert Poinsett nel 1825 dove, dopo averla colitivata con successo, i botanici la chiamarono poinsettia pulcherrima in onore del suo "scopritore".
Viene coltivata in serra o in appartamento e si usa regalarla durante le festività natalizie. Ha bisogno di caldo, quindi non deve essere messa sul balcone al freddo una volta terminato il suo compito di addobbo per la festa.





IL VISCHIO

Il vischio è un tradizionale simbolo natalizio e nel linguaggio dei fiori ha un significato beneaugurante. Si usa per confezionare le ghirlandine da appendere alle pareti di casa, per garantire un anno di fortuna, un'usanza questa che è stata tramandata fino a noi dalle popolazioni celtiche. Le ghirlande sono inoltre il simbolo di vittoria e di eternità.
Il vischio è impiegato anche per fare il centrotavola, come decorazione per i portacandele e per decorare la casa.

UNA PIANTA VENUTA DAL CIELO

E' una pianta conosciuta da tanto tempo e le antiche popolazioni nordiche la credevano una pianta caduta dal cielo. Davano molta importanza al vischio e infatti lo consideravano il simbolo dell'eternità e dell'immortalità.
I druidi, la classe colta dei culti celtici, credevano che il vischio migliore e più sacro fosse quello che cresceva sui rovi. Seguivano particolari norme per raccoglierlo, infatti i rametti verdi-giallastri con le bacche bianche cenere venivano raccolti in un giorno particolare: il sesto giorno di una nuova lunazione. I sacerdoti lo raccoglievano dalle querce sacre, recidendolo con un prezioso falcetto d'oro.
Con il vischio così raccolto si preparavano pozioni capaci di guarire la sterilità e ogni altro male.
La tradizione del vischio è stata facilmente adottata nella festa natalizia.
E' considerato un buon portafortuna anche dagli innamorati se si baciano sotto un ramoscello di vischio.
L'usanza di baciarsi sotto il vischio è relativa ai poteri magici di fecondità della pianta.

PROTEZIONE PER UN ANNO

Le corone preparate con il vischio venivano appese alle pareti e all'uscio di casa in modo da proteggere gli abitanti e ottenere l'armonia familiare.

COSA E' IL VISCHIO

Il nome botanico del vischio è Viscumalbum. E' un arbusto molto ramoso della famiglia delle Viscacee. Cresce sui rami di molti alberi, quali salici, pioppi, querce e conifere e non ha radici a terra.
E' una pianta emiparassita, questo significa che trae dalla pianta dove ha preso dimora la linfa grezza e compie autonomamente la fotosintesi.
Il vischio può superare il mezzo metro di diametro e ha la corteccia verde-giallognola, le foglie sono appaiate, carnose e coriacee. I fiori sono gialli, raggruppati in fascetti e il frutto è una bacca gelatinosa.
Le foglie e i giovani rami contengono saponine, colina e acetilcolina, e hanno numerose capacità medicamentose, come un'azione antispasmodica, ipotensiva, diuretica e antitumorale.
Con le bacche e le cortecce si preparava la pania per gli uccelli. La pania è una sostanza appiccicosa, ricavata appunto da bacche e foglie di vischio sbattute con acqua e olio. In passato veniva spalmata sui graticci di canne e ramoscelli collocati in luoghi di passaggio o di ritrovo degli uccelli, allo scopo di catturarli.




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